

di Pace Vito
“La cosa sorprendente del mare è il fatto che esso si adatti allo stato d’animo di ognuno di noi e che cambi con il cambiare delle stagioni. È amico, compagno, confidente, amante, figlio, padre …”
Un fiume.
Ecco cosa sono quando mi accompagno al mare. Sono un fiume che va verso la foce di un’umana assenza.
Non ho mai amato questo mare, l’ho sempre definito banale, un mare banale ecco. Un mare che non meritava la mia attenzione. Il mare è altro mi dicevo. Sono i tramonti dorati, sono le scogliere a picco nel blu, sono i fondali trasparenti e gli abbracci di amanti incantati, a fare un mare bello. No, non è assolutamente questa spiaggia!
E invece sono qui. Adesso che non è abitata se non da poche persone che passeggiano sotto questo timido sole, sono qui a innamorarmi fuori stagione.
Saracinesche abbassate, hotel vuoti, lidi smontati, bar aperti d’inverno, dove tra un caffè e un amaro, il proprietario ripara qualcosa o tinteggia un angolo sbiadito dalla salsedine. Le risate provenienti da un appartamento, il motociclista che immobile guarda l’orizzonte.